Altri IO si mancano/18

Il diciottesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Matteo Delbò fotografo e regista che per l’occasione (mancata) ci ha inviato un video dove c’è una mancanza assoluta, quella dello stato a Lampedusa……

(Non abbiamo ancora capito quanto questo sia un male….)

Grazie Matteo

Questo breve racconto è stato girato a Lampedusa nel febbraio 2011. L’isola era stata trasformata dal governo italiano in un campo profughi a cielo aperto. Centinaia di tunisini vivevano accampati per le strade in condizioni di estrema necessità. Il clima era esplosivo: la popolazione esasperata, i migranti sull’orlo della rivolta, la macchina dei soccorsi del tutto inadeguata. Mentre ero lì a fare il mio lavoro con la telecamera mi si avvicina un ragazzo tunisino e mi fa segno che vuole parlare, i have to send a message to the world –dice-.  Indica il cimitero delle barche, la discarica dove vengono lasciati a marcire i pescherecci sui quali i migranti attraversano il Mediterraneo. Quando dice please, I’ve to do it now io capisco che il messaggio è urgente. Preparo la camera, lo inquadro, prendo il fuoco e schiaccio rec.

Matteo Delbò

Matteo Delbò

Guarda il Blog di Matteo Delbò  http://matteodelbo.blogspot.it/

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Il nuovo video di Giacomo Sferlazzo “Ciao ti ricordi di me ? Si ma non ricordo di me !” Regia di Salvatore Billeci. Dal nuovo album “Quando sono assente mi manco”.

Ciao ti ricordi di me ? Si ma non ricordo di me ! E’ il nuovo video di Giacomo Sferlazzo, con la regia di Salvatore Billeci e il contributo del collettivo Askavusa.

Girato a costo zero, come spesso accade alla coppia Billeci-Sferlazzo è quasi una continuazione del mondo creato in “Una conclusione non c’è”.

“Le immagini del video di Sferlazzo hanno avuto il potere di teletrasportarmi in pochi secondi in un mondo antico, onirico e visionario, il mondo della meraviglia, ho sorvolato su una terra liquida e ne sono uscito rigenerato. Ho sentito il calore del meridione immerso nel tempo sospeso di un sogno. Il tempo dell’isola. Bravi.”

Emanuele Crialese (Su Una conclusione non c’è.)

Ciao ti ricordi di me ? Si ma non ricordo di me ! è tratta dal nuovo disco di Giacomo Sferlazzo “Quando sono assente mi manco, crisi d’identità contemporanee” che uscirà a febbraio.

Cooprodotto da : I figli di Abele prod. , Edizioni De Dieux, Frigorifero produzioni, sarà distribuito da Audioglobe.

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Il disco è stato registrato a Nipozzano nella cascina studio di Jacopo Andreni&CO, tredici canzoni inedite che indagano l’assenza, le crisi d’identità, gli amori decadenti e l’anarchia. Tutti i testi e le musiche sono di Giacomo Sferlazzo mentre per la struttura e l’arrangiamento dei pezzi è stato determinante l’incontro tra Giacomo Sferlazzo e Jacopo Andreini e i musicisti Claudia Cancellotti e Piero Spitilli.

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(Da sinistra a destra)
Piero Spitilli, Claudia Cancellotti, Jacopo Andreini.

Collaterale al progetto discografico è on line un blog dove altri artisti attraverso la pittura, la fotografia, la scrittura, la musica etc si misurano con i temi del disco.

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BIO

Giacomo Sferlazzo nasce ad Anzio il 20/05/1980.

Cantautore e artista, impegnato nel sociale in una realtà particolare come quella di Lampedusa, crocevia tra Africa ed Europa ed ambita isola turistica. Cresce a Lampedusa dove da piccolissimo manifesta il proprio amore nei confronti dell’arte, comincia presto a dipingere e suonare in maniera autodidatta e spontanea. Si diploma al liceo artistico Eustachio Catalano a Palermo, dove fonda insieme ad altri musicisti ed intellettuali un gruppo di musica teatro “Le piume di piombo” in cui sperimenta sonorità elettriche inconsuete, si esibiscono in diversi concerti con uno spettacolo di musica-performance sulla guerra in Bosnia ed Erzegovina.
Nel 2004 si trasferisce a Milano, dove frequenta il corso europeo di comunicazione e stampa artistica e partecipa alla collettiva “Segni nel tempo” nella galleria “Milarte”. Comincia a dedicarsi anche ad attività politico-sociali a Lampedusa, legate spesso all’organizzazione di eventi culturali, ma anche di forte critica e denuncia. Nel 2005 recita nell’opera teatrale di Giuseppe Balistreri “Cuntu e cantu la radica” ispirata alla colonizzazione dell’isola e al ruolo centrale del santuario della Madonna di Porto Salvo per cui scrive anche le canzoni in dialetto lampedusano. Partecipa come comparsa al film “Lettere dal Sahara” di Vittorio de Seta uscito nelle sale nel 2006. Nel 2007 realizza un cd demo con cinque brani, che la trasmissione Rai-Radiouno DEMO manda in onda e gli autori, affascinati dalla sua musica, gli dedicano una puntata speciale. Nel settembre del 2008 è selezionato dal club Tenco per partecipare alla manifestazione “Il club Tenco ascolta” svoltasi a Provvidenti “Borgo della musica”. Tra il 2008 ed il 2009 è co-autore del soggetto, autore delle musiche ed attore protagonista dei cortometraggi “Il collezionista di sogni” e “Quello è mio fratello” di Salvatore Billeci. Il 24 gennaio 2009 è presente all’incontro/protesta tra immigrati e lampedusani, contro la realizzazione del CIE (centro di identificazione e espulsione). Tale giornata lo segna profondamente ed ispira la sua canzone più importante: “Lampedusa 24/01/2009”. Incide il suo primo disco “Il figlio di Abele”, composto da 11 brani inediti e interamente auto prodotto. Il disco riscuote un importante successo, al punto di aggiudicarsi il secondo posto nella quarta edizione del Premio Siae per DEMO che si è svolta nel carcere borbonico di Avellino il 4 e 5 giugno del 2010 e il premio Best Song nell’ambito del Sele D’Oro ad Oliveto Citra. Nel 2009 fonda con altri giovani lampedusani l’associazione culturale Askavusa, che organizza varie attività da sottolineare il Lampedusainfestival, concorso di cortometraggi e documentari sull’immigrazione e la multicultura di cui Giacomo sarà uno dei fondatori. Fonda insieme ad altri sette piccoli festival di cinema italiani “La rete del caffè sospeso”.Un altra importante iniziativa dell’associazione è il progetto, “Museo delle migrazioni di Lampedusa” , l’idea è quella di costituire un museo/centro studi sull’immigrazione, con gli oggetti dei migranti che i ragazzi dell’associazione Askavusa hanno raccolto in questi anni a Lampedusa, progetto che sta avendo grande attenzione sul piano internazionale.

Comincia una serie di opere con gli oggetti dei migranti:legni di barche,corani, bibbie, vestiti etc…
Durante il 2010 partecipa a diversi concerti per promuovere l’album, da menzionare il debutto del cantautore lampedusano a Londra del 7 gennaio 2010 presso il locale “Hope & Anchor”, dove un sono passati autori come Amy Winehouse, Supergrass, Muse, Art Brut, The Libertines, The View, e il “Pensando a Caino Tour” che lo vede collaborare con diversi musicisti e artisti come Marc De Dieux,il giornalista Gianpiero Caldarella, La sound Artist Emilia Badalà e i “I figli di Abele” un gruppo che vede entrare ed uscire musicisti di varia estrazione mantenendo costante l’attenzione per la sperimentazione sonora.
Il 2011 comincia con un altro mini tour stavolta in collaborazione con Addiopizzo. Giacomo Sferlazzo e “I figli di Abele” portano in Sicilia e Calabria il messaggio che l’associazione Siciliana da anni si impegna a divulgare cioè il contrasto alla mafia attraverso le pratiche di consumo critico e la denuncia del “Pizzo” come atto di liberazione dalle organizzazioni criminali. Al termine del tour Giacomo ritorna a Lampedusa dove scoppia l’emergenza immigrati, con l’associazione Askavusa ricopre un ruolo importante per l’accoglienza e la controinformazione , la situazione di Lampedusa diventa un caso internazionale e il comportamento del governo che abbandona l’isola e i migranti a se stessi per un periodo lunghissimo spinge il cantautore ad andare a protestare a Roma davanti al palazzo del Senato e della Camera dei deputati, facendo uno sciopero della fame che durerà sei giorni e dipingendo una tela su Lampedusa che regalerà al termine dello sciopero alla comunità tunisina di Roma ,durante un concerto per Lampedusa e i migranti. In quei giorni parteciperà ad un flash-mob davanti al colosseo a Roma, organizzato dall’ARCI insieme agli Assalti Frontali. Tra Aprile e Maggio partecipa a vari concerti in varie zone d’Italia dalla Valle di Susa , luogo importantissimo di cui sposa la causa NO Tav, al concerto del 25 Aprile a Trento fino ad altri concerti recentissimi della fiera del consumo critico di Addiopizzo e nel piccolo centro di cultura islamica AL QUDS di Palermo. Attualmente sta preparando il suo nuovo album “Quando sono assente mi manco” e diversi progetti con l’associazione Askavusa mirati ad uno sviluppo di Lampedusa che abbia come fondamento il rispetto e la valorizzazione della natura ,la cultura e la presa di coscienza di una Lampedusa centro di un mediterraneo in mutamento.
Dal 2009 ha suonato praticamente in tutta Italia da ricordare la partecipazione al Premio Tenco ascolta nel 2008, la tournée fatta in collaborazione con Addio Pizzo realizzato da Edizioni De Dieux, in Sicilia e Calabria nel 2011 e le tantissime partecipazioni a festival (Marina Caffe Noir a Cagliari, Spaesati a Trieste, Valsusafilmfestival, Itinerario festival a Cesena, Lampedusainfestival Premio Siae, Le sele D’oro, Premio Demo Rai etc…) all’estero ho suonato a Londra all’ hope & anchor nel 2010 e a Bruxelles al Pianofabrik nel 2011.

Oltre ad essere cantautore è un artista e attivista

Ho esposto (Selezione)

2012 (S)Oggetti Migranti Museo Etnografico “Pigorini” di Roma
2012 Human Rights ? curated by Roberto Ronca, Fondazione CAMPANA, Rovereto.
2012 CAMMOVIE, curated by Antonio Manfredi, CAM museo d’arte contemporanea di Casoria.
2011 AL-GHAIB, Aesthetics of the disappearance, curated by Gaia Serena Simionati, Stux Gallery 530 New York.
2011 LAMPEMUSA, curated by Gaia Serena Simionati, Lampedusa.

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INFO : ifiglidiabele@gmail.com, info@giacomosferlazzo.it

Altri IO si mancano/17

Il dicesettesimo IO a moltiplicarsi/dividersi sono due, che già si complicano le cose, con un video che si chiama Mancamenti, fatto qualche anno fà ma assolutamente per questa occasione (Mancata) con l’aiuto del collettivo Askavusa e dei tanti IO mancanti che popolano l’isola di Lampedusa.

Oltre le crisi d’identità.

Grazie a Giacomo Sferlazzo e Salvatore Billeci.

Salvatore Billeci

Salvatore Billeci

Visita il sito di  Salvatore Billeci http://www.salvatorebilleci.sitiwebs.com/

Altri IO si mancano/16

Il sedicesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Alessia Capasso, fotografa che per l’occasione (mancata) non ha scattato ma ha scritto un pezzo sulle crisi d’identità.

Grazie Alessia.

Quando sono assente mi manco.

E capita piuttosto spesso. Direi ogni giorno, se non vado errata anche stavolta.

Assente perché a dire ‘Io’ si fa presto. E’ a trovarlo che risulta più complicato.

Non si nasconde mica. Piuttosto si moltiplica.

Attenzione. Non si tratta di un Io potenziato nella sua singolarità.

No, proprio si moltiplica in tanti Io. Ciascuno con i suoi sogni, e incubi, e desideri, e insicurezze. Di aspettative non stiamo neppure a parlarne.

Che poi, a dirla tutta, questo moltiplicarsi è un po’ un dividersi. Non si riesce a star concentrati su un solo Io, su un programma o un catalogo o uno stile di vita. Giammai.

Moltiplica di qua, moltiplica di là, le energie si disperdono in mille e più rivoli, in assurde pretese che, allo stesso identico tempo, ci vogliono a Bombay, Parigi, Oslo e Timbuctu. Ci vogliono Guaritore, esploratore, buon padre di famiglia, maestro ineccepibile, fotografo, direttore di artistici progetti, agricoltore biodinamico, comunicatore all’avanguardia, allenatore, presentatore, viandante, giovane del mezzogiorno, cittadino del mondo, pacifista, agguerrito attivista, sognatore, efficiente manager di se stessi.

E quando il tempo si fa crudele e c’è una certa fretta per capire dov’è che il misero corpo deve andare, iniziano a dirsi a vicenda: ‘Caro Io fatti più in là’ .

Si scrutano e si scansano, poi si fanno lo sgambetto e s’azzuffano. Si leniscono tutti insieme le ferite, fino a ritrovarsi in una malsana infermeria a cucirsi gli strappi dell’anima con tre punti di sutura e una pilloladelgiornodopo per i successi mai partoriti.

Li si ritrova in fila nell’ambulatorio per gli ego feriti: un Io con la garza, l’altro malconcio, uno stressato, l’altro distrutto per il tempo che non tornerà.

Giù in fondo, un Io pensoso che li rimprovera con un solo sguardo, fermo a rimuginare sull’amara circostanza che si è ancora fermi là, a immaginarsi mille Io, piuttosto che finalmente riuscire a realizzarsi in un unico, coerente, IO.

‘Quel maledetto!’ – imprecano sottovoce gli Io minori. ‘Siamo sempre in troppi quaggiù’ – replicano in coro, ma mai nessuno che si decida a farsi da parte, a sparire, ad ingoiare l’amara pillola della realtà: che ad un certo punto bisogna scegliere.

Chi si vuol essere e come ci si vuole arrivare.

Ma la predica dell’Io pensoso si ingoia in fretta, come caramelle gommose o cioccolatini con poco cacao. Si riparte con una litania d’offese, burle e un elenco di privilegi accumulati negli anni. Chi vanta una laurea, chi una passione infantile, chi ha sudato per un posto in prima fila, chi s’era fatto da parte per una noia passeggera, chi ha affrontato la parentela, chi è stato glorificato da un applauso o da un 8 in condotta. Nessuno Io ha prevalso, ma ciascuno mira al gran delitto: far sparire gli altri e regnare indiscusso.

Quando esausti, per un arcano bisogno di unicità, si affrettano momentaneamente a tacere, si ritrovano intorno all’Io di turno più convincente, quello dalle idee meno sconvenienti, con in tasca un portaFortuna e un visto per il treno che sta per passare. Tutti in sella, li sprona deciso.

Lasciatemi salire in cima, sollecita, e un domani sul vagone della felicità ci sarete anche voi.

Chinano il capo allora, e si zittiscono. Sanno che potranno assalire quell’Io al prossimo bivio o dilemma esistenziale. Ora, però, il momento è opportuno e tocca salire.

Ma, al solito, almeno uno all’appello mancherà.

Sarà quell’Io corso via, felice di trovare in offerta un chinotto neri al discount.

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Alessia Capasso

 

Visita il blog di Alessia Capasso http://alessiacapasso.wordpress.com/

Altri IO si mancano/15

Il quindicesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Stefano Giaccone cantautore e poeta che per l’occassione (mancata) ha realizzato una delle sue fantastiche composizioni.

Grazie Stefano.

Clicca sull’immagine per ascoltare.

Stefano Giaccone

Per saperne qualcosa in più  http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Giaccone

Altri IO si mancano/14

Il quattordicesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Michele Spallino , giornalita e scrittore che per l’occasione (mancata) ha pulito la tastiera………..

Grazie Michele.

 

Pulizia della tastiera

 

Ciò che segue l’ho ottenuto quasi fortuitamente.

Per pulire la tastiera del mio computer, prima di procedere con pezza ed alcol, ho avviato un wordprocessor, così che il passare con forza tra i tasti non facesse scattare quel bip tipico quando resti su un tasto o che combinasse guai peggiori, che so:  cancellato file ecc.  Non mi andava di spegnere il computer.

I tasti più sporchi (e quelli a loro più prossimi), con una certa probabilità i più usati, sarebbero stati maggiormente presenti: quasi un percorso inverso, di purificazione, rispetto a ciò che ho scritto in questi mesi. Ne è uscito fuori questo.

Ciò che manca in questo codice dell’assurdo è quindi il tasto pulito, in cui ho avuto meno motivo di passare con la pezza. Ciò che manca è quindi ciò che non ho scritto. E non è poco.

 

 

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Michele Spallino

 

 

 

 

Altri IO si mancano/13

Il tredicesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Fabrizio Fasulo : poeta, attivista e filosofo che per l’occasione (mancata) ha scritto dei versi.

grazie Fabrizio.

Ci manca quello che ancora non siamo.

Non siamo ancora quello che manchiamo.

L’uomo propriamente manca a se stesso,

non è ancora chi può divenire,

non è già il bisogno fattosi terreno;

tale assenza lo abita e lo sospinge

come un futuro che chiama alle sue spalle,

come un vuoto da colmare,

come una tendenza da inverare.

Il non ancora cosciente lotta per venire alla luce,

speranza, volontà e ragione le sue levatrici,

le armi per la lotta raschiante di egemonie

che soggetti ancora assenti combattono,

nei loro confini da tracciare e tra i giorni dell’uomo,

sul grande campo insanguinato della storia.

Perchè anche il tempo dell’uomo è mancante,

brama di congiungersi con chi, assente,

riesce a possedersi, ad essere nuovamente

cioè che mai prima era già divenuto.

Perchè nessuno si possiede mai,

se non possiede il suo tempo realizzato,

se non stringe i suoi giorni pieni

insieme con chi gli è accanto,

con chi abbraccia il suo stesso orizzonte

arricchito di nuovi sguardi.

Perchè l’uomo astratto è un mito dei potenti

che temono la lotta degli uomini veri,

quelli che sanno dare nomi nuovi alle cose,

ribattezzare loro stessi e il loro tempo,

perché hanno abitato il vuoto scoffiggendolo.

Ci manca quel che ancora non è nostro,

perchè non siamo ancora quello che manchiamo,

perchè saremo, forse, quello che speriamo,

quello che vogliamo sia presenza.

Che senso hanno tutte le mancanze perdute nel passato?

Ci interrogano con il loro enorme vuoto,

ci straziano con il loro domandare sordo.

Le sconfitte dei giorni che non sono più,

le battaglie perse delle rivolte obliate,

ci chiamano ancora, sono mancanze di ieri,

sono assenze anche oggi, domande brucianti,

alla patria nuova delle battaglie dell’ora.

E l’urlo di libertà di Spartaco è ancora inchiodato

alla croce insanguinata del tradimento tedesco

e le schiere degli schiavi senza nome

si ribellano ancora in ciò che manca adesso;

perchè insieme con gli straziati del capitale

e gli sbranati dall’impero e dalle nuove colonie

possano ricevere finalmente i loro nuovi nomi

e i loro carnefici vengano nominati sempre,

mai più nascosti, mai più nell’ombra,

loro sì, mai più mancanti alla lista dei colpevoli

Fabrizio Fasulo

Visita il sito di Radio Aut l’associazione di cui fa parte Fabrizio : http://www.associazioneradioaut.org/

Altri IO si mancano/12

Il dodicesimo IO a mancarsi è Emilia Badala artista che lavora con il suono e non solo, che per l’occasione (mancata) ha realizzato un sound-collage

Grazie Emilia.

  treminutiequarantanove

 

Remix of vocal recording for a Projekt, last year on the Kurfursterdamm, a street im Berlin, full of History. Now the intensity of granular sounds with percussions of Andrea Chisari (thank you), mixed with my voice, discovering the place, giving a name to all what j founded on the street and J was really inside all of this variety of sounds.
J founded my voice and the spoken words: Ku’damm, coffeshops, river, traffic, bus traffic, sounds they flow together, fountaine, marina, music, piano noten,voices, programmed spaces, rumenian group… the experience was was supergreat.

 

Emilia Badala

Altri IO si mancano/11

L’undicesimo IO a mancarsi è Roberto Alajmo che per l’occasione (mancata) ha realizzato uno scritto che ci ricorda come a volersi mancare per bene, bisogna fare i conti con i riflessi e le trasmissioni genetiche……..

Grazie Roberto.

Capita camminando. Basta che ci sia una porta a vetri mezza aperta, o un gioco di riflessi su una vetrina.

Improvvisamente ti ritrovi davanti una persona che conosci: te stesso. Non ci dovresti essere, per cui rimani frastornato. È questione di un istante, e in quell’istante la prima impressione è di antipatia. Capisci chi sostiene che a prima vista sembri antipatico. Sembri antipatico persino a te stesso. E goffo.

Prima di realizzare che si tratta di un riflesso fai in tempo a provare pure un altro soprassalto, diverso e ancora più spiazzante. In quel mezzo istante pensi: che ci fa qui mio padre?

Perché a guardarti senza filtri, la somiglianza fa impressione. Identico ovale, identica camminata curva a piedi divaricati – la stessa che tuo figlio, povero lui, sta ereditando.

Basta quell’istante per archiviare una quarantina d’anni di dissenso integrale, durante i quali hai sempre pensato che più diversi non potevate essere. Invece adesso scopri che invecchiando sei diventato uguale a lui, anche in quella degenerazione caratteriale che i siciliani chiamano grevianza.

Basti citare l’ultimo dissapore: per non aver trasmesso a tuo figlio il nome del nonno. Il nome della continuità fra le generazioni.

Oggi devi ammettere che – forse in vista del tuo, di commiato –  hai cambiato idea: e aveva ragione lui.

Roberto Alajmo

  Penultim’Ora il forum di Roberto Alajmo.

Comunicazioni/3

Si è conclusa l’operazione di MASTERING.

Il disco suona, suona alla grande.

Alessandro Maffei ha fatto un buon lavoro.

Stiamo lavorando sulla grafica del disco.

Tutto procede……………………………..