Archivi categoria: Altri IO si mancanco.

Altrio IO si mancano/23

Il ventitreesimo Io a moltiplicarsi/dividersi è Francesco Faraci artista multimediale che per l’occasione (mancata) ha realizzato una delle sue composizioni.

Grazie Francesco.

 

Francesco Faraci

Il blog di Francesco Faraci >>> http://allafinelaluce.altervista.org/

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Altrio IO si mancano/22

Il ventiduesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Mario Badagliacca. Fotografo che per l’occasione mancata ha inviato questa foto sulle crisi d’identità….

Grazie Mario

Immagine in linea 1

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Mario Badagliacca

Mario Badagliacca Web Site >>>>> http://www.mariobadagliacca.com/

Altrio IO si mancano/21

Il ventunesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Elena Ferrara , pittrice ed illustratrice che per l’occasione (mancata) ha realizzato un’ illustrazione.

Grazie Elena.

elena per quando sono assente mi manco

elena

Elena Ferrara

Crisi d’identità contemporanee.

 

 

 

 

 

 

 

Altri IO si mancano/20

Il ventesimo Io a moltiplicarsi/dividersi è il fotografo Massimiliano Gatti che per l’occasione (Mancata) ha realizzato una serie di scatti a -persone-identità-facce- spettri-

SPECTRUM

Grazie Massimiliano.

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Massimiliano Gatti

Visita il sito di Massimiliano Gatti >>> http://www.massimilianogatti.com/index.html

Per saperne di più >>> contemporary.rbfineart.it

Altri IO si mancano/19

il diciannovesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Antonio Leto, danzatore butoh e compositore di musica concreta, che per l’occasione (mancata) ha inviato una sua composizione.

Grazie Antonio.

Per ascoltare il brano clicca qui

Per ascoltare il brano clicca qui

Antonio Leto

Antonio Leto

Antonio Leto http://www.reverbnation.com/amleto

Altri IO si mancano/18

Il diciottesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Matteo Delbò fotografo e regista che per l’occasione (mancata) ci ha inviato un video dove c’è una mancanza assoluta, quella dello stato a Lampedusa……

(Non abbiamo ancora capito quanto questo sia un male….)

Grazie Matteo

Questo breve racconto è stato girato a Lampedusa nel febbraio 2011. L’isola era stata trasformata dal governo italiano in un campo profughi a cielo aperto. Centinaia di tunisini vivevano accampati per le strade in condizioni di estrema necessità. Il clima era esplosivo: la popolazione esasperata, i migranti sull’orlo della rivolta, la macchina dei soccorsi del tutto inadeguata. Mentre ero lì a fare il mio lavoro con la telecamera mi si avvicina un ragazzo tunisino e mi fa segno che vuole parlare, i have to send a message to the world –dice-.  Indica il cimitero delle barche, la discarica dove vengono lasciati a marcire i pescherecci sui quali i migranti attraversano il Mediterraneo. Quando dice please, I’ve to do it now io capisco che il messaggio è urgente. Preparo la camera, lo inquadro, prendo il fuoco e schiaccio rec.

Matteo Delbò

Matteo Delbò

Guarda il Blog di Matteo Delbò  http://matteodelbo.blogspot.it/

Altri IO si mancano/17

Il dicesettesimo IO a moltiplicarsi/dividersi sono due, che già si complicano le cose, con un video che si chiama Mancamenti, fatto qualche anno fà ma assolutamente per questa occasione (Mancata) con l’aiuto del collettivo Askavusa e dei tanti IO mancanti che popolano l’isola di Lampedusa.

Oltre le crisi d’identità.

Grazie a Giacomo Sferlazzo e Salvatore Billeci.

Salvatore Billeci

Salvatore Billeci

Visita il sito di  Salvatore Billeci http://www.salvatorebilleci.sitiwebs.com/

Altri IO si mancano/16

Il sedicesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Alessia Capasso, fotografa che per l’occasione (mancata) non ha scattato ma ha scritto un pezzo sulle crisi d’identità.

Grazie Alessia.

Quando sono assente mi manco.

E capita piuttosto spesso. Direi ogni giorno, se non vado errata anche stavolta.

Assente perché a dire ‘Io’ si fa presto. E’ a trovarlo che risulta più complicato.

Non si nasconde mica. Piuttosto si moltiplica.

Attenzione. Non si tratta di un Io potenziato nella sua singolarità.

No, proprio si moltiplica in tanti Io. Ciascuno con i suoi sogni, e incubi, e desideri, e insicurezze. Di aspettative non stiamo neppure a parlarne.

Che poi, a dirla tutta, questo moltiplicarsi è un po’ un dividersi. Non si riesce a star concentrati su un solo Io, su un programma o un catalogo o uno stile di vita. Giammai.

Moltiplica di qua, moltiplica di là, le energie si disperdono in mille e più rivoli, in assurde pretese che, allo stesso identico tempo, ci vogliono a Bombay, Parigi, Oslo e Timbuctu. Ci vogliono Guaritore, esploratore, buon padre di famiglia, maestro ineccepibile, fotografo, direttore di artistici progetti, agricoltore biodinamico, comunicatore all’avanguardia, allenatore, presentatore, viandante, giovane del mezzogiorno, cittadino del mondo, pacifista, agguerrito attivista, sognatore, efficiente manager di se stessi.

E quando il tempo si fa crudele e c’è una certa fretta per capire dov’è che il misero corpo deve andare, iniziano a dirsi a vicenda: ‘Caro Io fatti più in là’ .

Si scrutano e si scansano, poi si fanno lo sgambetto e s’azzuffano. Si leniscono tutti insieme le ferite, fino a ritrovarsi in una malsana infermeria a cucirsi gli strappi dell’anima con tre punti di sutura e una pilloladelgiornodopo per i successi mai partoriti.

Li si ritrova in fila nell’ambulatorio per gli ego feriti: un Io con la garza, l’altro malconcio, uno stressato, l’altro distrutto per il tempo che non tornerà.

Giù in fondo, un Io pensoso che li rimprovera con un solo sguardo, fermo a rimuginare sull’amara circostanza che si è ancora fermi là, a immaginarsi mille Io, piuttosto che finalmente riuscire a realizzarsi in un unico, coerente, IO.

‘Quel maledetto!’ – imprecano sottovoce gli Io minori. ‘Siamo sempre in troppi quaggiù’ – replicano in coro, ma mai nessuno che si decida a farsi da parte, a sparire, ad ingoiare l’amara pillola della realtà: che ad un certo punto bisogna scegliere.

Chi si vuol essere e come ci si vuole arrivare.

Ma la predica dell’Io pensoso si ingoia in fretta, come caramelle gommose o cioccolatini con poco cacao. Si riparte con una litania d’offese, burle e un elenco di privilegi accumulati negli anni. Chi vanta una laurea, chi una passione infantile, chi ha sudato per un posto in prima fila, chi s’era fatto da parte per una noia passeggera, chi ha affrontato la parentela, chi è stato glorificato da un applauso o da un 8 in condotta. Nessuno Io ha prevalso, ma ciascuno mira al gran delitto: far sparire gli altri e regnare indiscusso.

Quando esausti, per un arcano bisogno di unicità, si affrettano momentaneamente a tacere, si ritrovano intorno all’Io di turno più convincente, quello dalle idee meno sconvenienti, con in tasca un portaFortuna e un visto per il treno che sta per passare. Tutti in sella, li sprona deciso.

Lasciatemi salire in cima, sollecita, e un domani sul vagone della felicità ci sarete anche voi.

Chinano il capo allora, e si zittiscono. Sanno che potranno assalire quell’Io al prossimo bivio o dilemma esistenziale. Ora, però, il momento è opportuno e tocca salire.

Ma, al solito, almeno uno all’appello mancherà.

Sarà quell’Io corso via, felice di trovare in offerta un chinotto neri al discount.

ale capa

Alessia Capasso

 

Visita il blog di Alessia Capasso http://alessiacapasso.wordpress.com/

Altri IO si mancano/15

Il quindicesimo IO a moltiplicarsi/dividersi è Stefano Giaccone cantautore e poeta che per l’occassione (mancata) ha realizzato una delle sue fantastiche composizioni.

Grazie Stefano.

Clicca sull’immagine per ascoltare.

Stefano Giaccone

Per saperne qualcosa in più  http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Giaccone